La risata è un atto di libertà: abbatte le distanze, ci attraversa, ci unisce.
Il clown contemporaneo ci accompagna: non ci distrae, non ci intrattiene ma ci risveglia.
Nella sua fragilità c’è spazio per tutte le nostre differenze.
Ci ricorda che essere umani vuol dire anche essere incoerenti, teneri, sbilenchi, differenti — ma vivi, veri, presenti.
In un mondo che alza muri, noi scegliamo di stare nel momento, nello stesso spazio, sotto lo stesso tendone.
Crediamo nel piccolo miracolo collettivo di uno spettacolo condiviso: un attimo in cui il tempo si sospende, le difese cadono e diventiamo comunità.
